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Giovedì 01 Aprile 2010 00:00 |
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Giovedì 1 Detrazioni per carichi di famiglia. Il personale scolastico, per fruire anche nell'anno 2010 delle detrazioni fiscali per carichi di famiglia, deve presentare alla segreteria scolastica apposita richiesta (redatta su specifico modulo), indicando i dati anagrafici ed il codice fiscale dei soggetti fiscalmente a carico. Le detrazioni attualmente in godimento saranno riconosciute fino al mese di aprile 2010. In assenza di comunicazione le detrazioni medesime saranno revocate (con decorrenza da inizio gennaio 2010) dallo stipendio del prossimo mese di maggio e addebitate in fase di conguaglio fiscale per i redditi 2010.
Vacanze pasquali. Oggi iniziano le vacanze pasquali nelle seguenti regioni: Marche, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il giorno 29 marzo sono iniziate in Lazio,Liguria, Umbria, Veneto e Bolzano.
Lunedì 5 Termine vacanze pasquali. Oggi terminano le vacanze pasquali nelle regioni: Alto Adige e Veneto.
Martedì 6 Termine vacanze pasquali. Oggi terminano le vacanze pasquali nelle regioni: Lazio, Marche, Valle d'Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Mercoledì 7 Termine vacanze pasquali. Oggi terminano le vacanze pasquali nelle regioni Trentino, Abruzzo e Campania.
Sabato 10 Termine Vacanze pasquali. Oggi terminano le vacanze pasquali in Piemonte
Adozione libri di testo. Entro la seconda decade di questo mese il collegio dei docenti delibera l'adozione dei libri di testo per le classi di scuola secondaria di I grado.
Privatisti. Esame di Stato primo ciclo. La domanda di iscrizione agli esami di Stato, insieme al programma dell'attività svolta deve essere presentata entro oggi ad una scuola del comune di residenza della famiglia.
Spese postali. Entro oggi devono essere pagate dalle scuole le spese postali relative al conto di credito del mese precedente
Personale Ata: passaggio all'area superiore. Il personale Ata a tempo indeterminato che partecipa alle procedure concorsuali per il passaggio all'area contrattuale superiore deve presentare entro oggi, via web, l'istanza per le procedure selettive (nota dell'11 marzo 2010).
Giovedì 15 Trasferimenti insegnanti di religione. Secondo quanto previsto dall'ordinanza ministeriale sui trasferimenti degli insegnanti di religione cattolica le domande di mobilità devono essere presentate dal personale interessato dal 15 aprile al 17 maggio 2010.
Irap. Entro oggi va versato dalle scuole l'acconto Irap relativo alle retribuzioni e compensi corrisposti nel mese precedente.
Venerdì 16 Iva mensile. Oggi scade il termine per il versamento dell'Iva mensile da parte delle istituzioni scolastiche con lavorazione conto terzi e azienda agraria annessa.
Inps-Gestione speciale. Entro oggi si devono versare i contributi per le collaborazioni coordinate e continuative relative al mese precedente
Venerdì 30 Conto consuntivo 2009. Il conto consuntivo 2009, corredato della relazione del collegio dei revisori dei conti, è sottoposto, entro oggi, all'approvazione del Consiglio di istituto (regolamento contabile).
Inpdap.Modello Dma. Entro oggi le scuole devono trasmettere all'Inpdap, per via telematica, il modello Dma riguardante i dati analitici retributivi e contributivi relativi al personale retribuito dalla scuola nel mese precedente.
A cura di Eugenio Zaccaria - Il Sole 24 ore 31 marzo 2010 |
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Mercoledì 31 Marzo 2010 00:00 |
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Nel puzzle che forma l'immagine di copertina c'è spazio per il conte Casati e don Bosco, Maria Montessori e Giovanni Gentile, Antonio Gramsci e don Lorenzo Milani, per finire con due scolari di oggi (uno dei due figlio di immigrati di colore). La monografia di 800 pagine in grande formato "Storia e storie della scuola italiana – Dalle origini ai giorni nostri" che Nicola D'Amico, per decenni fra i più autorevoli commentatori di politica scolastica, ha pubblicato da Zanichelli editore, prende le mosse dalla scuola nell'antichità greco-romana e dalla "ratio studiorum" dei Gesuiti per arrivare alle ultime riforme dei ministri Berlinguer (Luigi) e Moratti, in parte realizzate e in parte soltanto annunciate, al "cacciavite " di Fioroni e al "mastice" della Gelmini.
Nella sua parte più corposa il libro ripercorre le tappe della formazione dello Stato italiano che sta per compiere il suo 150° anniversario. Dall'Unità ai movimenti del '68: Quale istituto pubblico può meglio riassumere la storia d'Italia se non la scuola? E' proprio in classe, tra gli alunni – che siano quelli di fine ‘800, raccontati dal De Amicis, o gli studenti anima degli anni della "contestazione" – che si insegnano le fondamenta dello Stato, che si cristallizza la cultura di un popolo e si formano le nuove leve dello sviluppo di un Paese.
Nella prefazione Giuseppe Tognon, docente dell'università Lumsa di Roma, ha scritto che il libro costituisce un'assoluta novità nel suo genere. Opera di struttura enciclopedica, che però lascia spazio al racconto narrativo, agli aneddoti curiosi. Non c'è infatti solo dell'analisi di leggi e circolari, di riforme e provvedimenti che si sono susseguiti nel corso di un secolo e mezzo di vita dell'istituzione scuola pubblica. E' soprattutto il racconto di una comunità di uomini e donne, molti dei quali ormai dimenticati, che con i loro riti, difficoltà e limiti, hanno dato un contribuito fondamentale alla nostra società, emancipandola dall'analfabetismo (nel 1874 quasi la metà degli italiani non sapeva leggere e scrivere). Una storia di storie, appunto.
In appendice al libro una ricca bibliografia, la cronologia dei provvedimenti essenziali sulla scuola italiana, le tabelle statistiche sui docenti e gli studenti. Un'opera a tutto tondo, utile per chi a scuola ancora ci va e per chi c'è stato; per gli "addetti ai lavori", presidi e insegnanti; ma anche per chiunque voglia uno stimolo alla riflessione serena sulla scuola e sulla storia dell'Italia, il filo conduttore che accompagna il lettore per tutta la narrazione.
Nicola D'Amico, "Storia e storie della scuola italiana - Dalle origini ai giorni nostri", Zanichelli editore 2009, pagg. 800, euro 59,00
di Piero Fornara - Il Sole 24 Ore, 29 MARZO 2010
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Mercoledì 17 Marzo 2010 00:00 |
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TORINO - "Stiamo andando sul trapezio senza rete". Ulisse Jacomuzzi, che di mestiere stampa libri scolastici attraverso la sua Sei e che è anche presidente del gruppo degli editori del settore, usa una metafora.
Lui e i suoi colleghi hanno dovuto giocare d'azzardo sul prossimo anno scolastico. Perché i testi dei ragazzi che, a settembre, faranno prima superiore li hanno preparati alla cieca: il riordino della secondaria di secondo grado è partito, gli istituti stanno raccogliendo le iscrizioni, ma cosa dovranno effettivamente studiare gli alunni ancora non si sa, perché i programmi dell'anno prossimo paiono essersi persi nei meandri del ministero dell'Istruzione. "Prima ci hanno detto che erano pronti a metà ottobre, poi a fine ottobre, poi a novembre. Ora siamo a metà marzo e ancora non ne sappiamo nulla", spiega Michele Lessona, presidente di De Agostini Scuola. Solo ieri sono uscite le bozze delle indicazioni nazionali per il sistema dei licei, che saranno oggetto di una vasta consultazione e poi verranno riesaminati - eventualmente corretti - da un'apposita commissione per la redazione definitiva.
Eppure i libri scolastici hanno bisogno di tempo per essere pensati, scritti, impaginati e stampati in tempo per finire a maggio nelle mani dei professori che decideranno se adottarli o meno. Gli editori hanno dovuto prepararli in autunno e poi giocare d'astuzia. Orecchie dritte per captare indiscrezioni provenienti da viale Trastevere, giri di telefonate tra colleghi. Marco Griffa, amministratore delegato della Loescher, ha puntato sull'interpretazione dei quadri orari: "Alcuni sembravano ispirati alla riforma Moratti, altri al periodo Fioroni, così abbiamo seguito un po' le indicazioni dell'epoca. Ma il rischio industriale non è indifferente". Il motivo lo spiega il presidente Jacomuzzi: "Se prima nel biennio c'erano tre ore di fisica e da settembre ne restano solo due, è chiaro che i programmi cambiano. Su alcune materie, come l'italiano, è presumibile che le nostre proposte possano funzionare, sulle materie scientifiche no. Così ognuno si è attrezzato. Ora noi i libri li stiamo pubblicando, ma quanto saranno effettivamente aderenti alle esigenze dei docenti resta da verificare".
Un esempio: il corso di storia del primo biennio si chiude all'anno Mille o al Quattordicesimo secolo? O ancora, l'accorpamento di storia e geografia implica due voti e due libri separati oppure no? Senza contare le materie nuove: le "scienze integrate" le insegna il professore di chimica o quello di fisica? E soprattutto: serve un libro unico? "Per avere indicazioni chiare - dice Lessona - avremmo avuto bisogno di informazioni definitive al più tardi ad aprile dell'anno scorso mentre è probabile che non sapremo nulla di definitivo ancora per un po'. In Polonia hanno attuato un riordino simile e di mesi di preavviso ne hanno dati diciotto".
In ogni caso, gli editori scolastici ci hanno provato. Molti faranno dei libri sbagliati, i professori li ignoreranno e loro saranno costretti mandarli al macero. E i 30 mila dipendenti del settore tremeranno per il timore di perdere il posto. Una situazione che Lessona sintetizza così: "E come se io producessi un'auto a sei ruote e, il giorno prima di aprire i mercati, mi dicessero che avrei dovuto farla con quattro. Significa che nelle nostre aziende decine di persone hanno lavorato per nulla e che abbiamo buttato il denaro investito nel lavandino". Anche perché per i docenti delle superiori è sempre in vigore l'obbligo di adottare lo stesso libro di testo per sei anni consecutivi. "Vuol dire - commenta l'ad della Loescher, Griffa - che, per l'editore che lo azzecca, il libro dura sei anni e gli altri rimangono senza mercato. Questo ritardo nei regolamenti indubbiamente creerà crisi nel nostro settore". di STEFANO PAROLA, La repubblica 16 marzo 2010
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Domenica 07 Marzo 2010 00:00 |
Il 4 marzo scorso è stata emanata la Circolare ministeriale n. 23, avente per oggetto "Adozione dei libri di testo per l'anno scolastico 2010/1011". Si tratta di una circolare relativamente breve che conferma le disposizioni previste dalla circolare n. 16 del 10 febbraio 2009 e ne richiama i vincoli e i tempi. Ecco i punti principali: si può procedere ad una nuova adozione (che avrà valenza quinquennale o sessennale) nei casi in cui vi sia stata per l'anno in corso la conferma dei testi adottati nell'anno scolastico precedente. Nei casi in cui l'anno scorso vi siano state nuove adozioni, esse rimangono confermate. Scelta dei testi: è possibile (ancora per quest'anno) adottare testi sia in versione tradizionale (a stampa) che in versione online, scaricabile in tutto o in parte da internet. Gratuità e semigratuità: in assenza di riferimenti specifici, nulla dovrebbe esser cambiato. Prezzi di copertina, tetti di spesa: sono stati stabiliti, tramite il D.M. 41 dell'8 aprile 2009. I tempi Le adozioni dei testi scolastici sono deliberate dal collegio dei docenti secondo le seguenti scansioni temporali:
entro il 31 marzo 2010, per tutte le classi in cui sono presenti alunni con disabilità visiva; nella seconda decade del mese di aprile 2010, per le classi di scuola secondaria di I grado; nella seconda decade di maggio 2010, per tutte le classi di scuola primaria e di scuola secondaria di II grado. Sembra quasi di essere di fronte ad un semplice segnale di avvio di una routine consolidata. Ma non è proprio così. La materia si rivela subito un po' più calda non appena:
la si inquadri - ed è inevitabile farlo - nella situazione magmatica suscitata dai Regolamenti della secondaria superiore; si ripercorra l'iter delle sue modificazioni recenti. Per quanto riguarda il punto 1. i Regolamenti approvati, e peraltro non ancora pubblicati in G.U., prevedono la loro applicazione per le classi prime fin dal prossimo anno scolastico. Ciò ha messo in moto una febbrile e convulsa attività di cui si trova ampia eco anche nel nostro sito.
Allo stato, la riorganizzazione si compone di un elenco di materie, prive di indicazioni nazionali. Incertezza e confusione regnano sovrane, ma la circolare non prevede alcuna deroga specifica per le classi prime per quel che riguarda l'adozione dei libri di testo. Evidentemente la priorità è che tutto scorra fluidamente, almeno in apparenza.
Per quanto attiene il punto 2., l'iter, alquanto sofferto, di quelle norme richiama alla memoria il tentativo di imporre tout court la cadenza pluriennale (ogni 5 anni per la scuola primaria e ogni 6 per la secondaria di I e II grado) per l'adozione dei libri di testo. Tant'è che nella circolare 16/09 era stata omessa l'espressione "salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze" che compare invece nella art 5 della legge n.169/2008. In seguito ad un ricorso patrocinato dalla FLC, una sentenza del Tar del Lazio aveva bocciato il vincolo della "non modificabilità delle scelte da parte degli insegnanti e della scuola nell'arco dei due periodi previsti".
Contro tale sentenza il Ministro ha presentato appello al Consiglio di Stato che però l'ha respinto.
Capitolo chiuso? No. La legge n. 167, del 24 novembre 2009, Art. 1-ter, torna sulla materia per disporre che alle parole "Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze" faccia seguito "connesse con la modifica di ordinamenti scolastici ovvero con la scelta di testi in formato misto o scaricabili da internet".
Il principio della non modificabilità in assoluto delle scelte è caduto, ma sono state limitate le esigenze in base alle quali le scelte si possono modificare.
C'è da chiedersi perché tanta puntigliosità. Siamo portati a pensare che in questo modo si cerchi di prendere due piccioni con una fava: contenere la spesa da un lato e dall'altro far passare l'idea che gli insegnanti sono usi a cambiar libri di testo con leggerezza.
È evidente, invece, che, come abbiamo già rilevato, tutto ciò lede significativamente sia la libertà di insegnamento che l'autonomia scolastica.
Infine, ricordiamo che rimane vigente e inalterata, nella scuola primaria, la possibilità di ricorrere alla scelta dell'adozione di materiale alternativo al libro di testo.
FLC_CGL, 7 marzo 2010
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